Alla LUV, alla Fiera del Levante di Bari, Confcooperative Puglia mette al centro del confronto aggregazione, innovazione e OCM
Bari – Il futuro dell’uva da tavola passa dalla capacità di fare sistema. È questo il filo conduttore della tavola rotonda “Futuro e Cooperazione – Il futuro dell’uva da tavola si costruisce insieme: aggregazione, innovazione e OCM”, promossa da Confcooperative Puglia nell’ambito della LUV – Fiera dell’Uva da Tavola, alla Fiera del Levante di Bari.
Un appuntamento che riunisce rappresentanti della cooperazione e autorevoli esperti del settore per affrontare le principali sfide che attendono il comparto agricolo e, in particolare, la filiera dell’uva da tavola pugliese.
La discussione si sviluppa attorno a tre parole chiave: aggregazione, innovazione e programmazione, in un momento di profonda trasformazione per l’agricoltura europea e per le imprese del territorio.
Giorgio Mercuri: “La cooperazione è una visione di futuro”
Ad aprire i lavori sono i saluti istituzionali di Giorgio Mercuri, Presidente di Confcooperative Puglia, che pone l’accento sul ruolo della cooperazione come strumento strategico per superare la frammentazione produttiva e rafforzare la competitività delle filiere.
La Puglia rappresenta uno dei territori di riferimento per l’uva da tavola italiana, con circa 25 mila ettari investiti a vigneto e una quota significativa della produzione nazionale, oltre a una forte vocazione all’export.
In questo scenario, l’aggregazione diventa fondamentale per aumentare la forza contrattuale delle imprese, gestire meglio i costi, favorire gli investimenti e consentire l’accesso a tecnologie e strumenti innovativi.
La cooperazione, sottolinea Mercuri, non è soltanto una forma societaria, ma un modello di sviluppo capace di trasformare il singolo produttore in una comunità organizzata, trattenendo valore sul territorio e creando nuove opportunità per imprese e giovani.
Particolare attenzione viene dedicata anche al ruolo delle Organizzazioni di Produttori (OP) e delle AOP, strumenti che consentono di programmare la produzione, migliorare la commercializzazione, sostenere investimenti e innovazione e rispondere con maggiore efficacia alle richieste dei mercati.
L’obiettivo è rafforzare ulteriormente questo modello e favorire, dove possibile, una sua estensione anche ad altri comparti dell’agroalimentare.
Prof. Angelo Frascarelli: “La nuova PAC e le variabili geopolitiche cambieranno lo scenario agricolo”
Il secondo intervento è affidato al Prof. Angelo Frascarelli, esperto di Politica Agricola Comune, che affronta uno dei temi più rilevanti per il futuro delle imprese agricole: la PAC 2028-2034.
Al centro del confronto il nuovo modello di gestione agricola proposto dalla Commissione Europea, il percorso di costruzione del nuovo Piano Strategico Nazionale e il futuro delle OCM.
La discussione non si limita però agli strumenti della politica agricola europea. Il settore deve infatti confrontarsi con uno scenario internazionale sempre più complesso, nel quale assumono un peso crescente le tensioni geopolitiche, la volatilità dei mercati, le difficoltà delle rotte commerciali e l’incertezza degli approvvigionamenti.
La chiusura del mercato russo, le tensioni sulle principali vie commerciali internazionali e gli effetti delle crisi geopolitiche rappresentano variabili che incidono direttamente sulle strategie delle imprese agricole e sulle prospettive dei produttori.
Da qui la necessità di interrogarsi su come continuare a produrre, investire e programmare in un contesto caratterizzato da una crescente instabilità.
Filomena Sacco: “Innovazione e aggregazione per affrontare la trasformazione dell’agricoltura”
A seguire, Filomena Sacco, Presidente di Confcooperative Agricoltura e Pesca Puglia, approfondisce il ruolo della cooperazione nell’adozione delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli produttivi.
L’agricoltura sta vivendo una trasformazione profonda, nella quale innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e organizzazione della filiera diventano elementi sempre più interconnessi.
Agricoltura di precisione, sensori, droni, sistemi di irrigazione smart, strumenti digitali e tecnologie per la tracciabilità rappresentano opportunità importanti per ottimizzare l’utilizzo delle risorse e migliorare la competitività delle imprese.
Ancora più ambiziosa è la prospettiva dell’agricoltura 5.0, che punta non soltanto ad aumentare l’efficienza produttiva, ma anche a preservare l’ecosistema e utilizzare in modo più sostenibile le risorse.
In questo processo la cooperazione può svolgere un ruolo decisivo.
Grazie all’aggregazione, infatti, le imprese possono accedere più facilmente a investimenti e tecnologie che sarebbero difficilmente sostenibili individualmente. Le cooperative e le OP possono inoltre mettere a disposizione dei propri soci beni strumentali collettivi, assistenza tecnica, ricerca, formazione e servizi avanzati.
Un ruolo importante riguarda anche la ricerca applicata e la diffusione delle innovazioni all’interno della base sociale.
Il futuro passa dai giovani
La trasformazione tecnologica del settore porta con sé anche un’altra grande sfida: il ricambio generazionale.
Per Confcooperative Puglia, coinvolgere i giovani non significa semplicemente sostituire una generazione di lavoratori con un’altra, ma costruire nuove competenze, unendo la conoscenza delle attività agricole tradizionali con competenze tecnologiche, manageriali e professionali.
I giovani possono diventare protagonisti di una nuova agricoltura, maggiormente digitale, sostenibile e competitiva.
Anche in questo campo la cooperazione può svolgere una funzione decisiva, creando percorsi di formazione, accompagnamento e crescita professionale.
Fare squadra per competere
Il confronto alla LUV conferma quindi una convinzione: la cooperazione è uno degli strumenti più importanti per il futuro dell’agroalimentare pugliese.
In un mercato globale sempre più competitivo, la sfida non è soltanto quella di difendersi, ma di distinguersi, valorizzando la qualità delle produzioni, l’identità territoriale, la sostenibilità e la capacità di innovare.
Per l’uva da tavola pugliese, una delle eccellenze del sistema agroalimentare regionale, questo significa rafforzare l’organizzazione della filiera, favorire l’aggregazione, investire nelle nuove tecnologie e costruire strategie condivise di mercato ed export.
La tavola rotonda si conclude con l’intervento di Giorgio Mercuri, che richiama l’importanza di una visione comune e della capacità di costruire, attraverso la cooperazione, un futuro più solido per le imprese agricole e per i territori.
Il confronto della LUV prosegue attraverso le voci dei suoi protagonisti. Per guardare le interviste Clicca qui


